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martedì 16 agosto 2016

MARIO LUZI - Tra notte e giorno (da Nel magma) - analisi e commento


Mario Luzi, Tra notte e giorno (da Nel magma, 1963)

Era stato uno dei protagonisti dell’ermetismo fiorentino, poi nel dopoguerra cambia molto.  MAGMA-> vuole entrare nel magma della contemporaneità.



  • Situazione enunciativa:

È testo più discorsivo rispetto alla gran parte dei testi in area novecentesca → diegesi in praesentia

→ testo si svolge come una sorta di dialogo fra i due personaggi intervallato dalle riflessioni dell’io lirico

È una di quelle poesie in cui l’io è in scena, fin da subito, partecipa dall’interno di questa situazione

→ ci restituisce la situazione mentre si sta svolgendo

→ però è significativo che la prima battuta pronunciata non appartenga all’io lirico, ma al compagno

Idea della teatralizzazione: scena di dialogo tutta mediata dalla presenza del soggetto, ma una effettiva dialogizzazione si produce anche all’interno del soggetto.

  • Situazione rappresentata:

Qual è il contenuto effettivo del dialogo? → è nel definire la direzione del loro viaggio

però si sviluppa una dinamica dialogica che va oltre le parole pronunciate

→ la presenza dell’altro fa sì che il soggetto immagini le battute e le obiezioni dell’altro

all’interno della dimensione lirica la presenza dell’altro movimenta molto l’io lirico, lo problematizza

Connota il compagno, il tu in praesentia a cui si rivolge:

  • Nell'indole: servo → accetta di sottomettersi (O morire o piegarsi sotto il giogo della bassezza della specie)
  • Nel fisico: ghiotto → se uno rinuncia alla sua libertà di conseguenza ha una vita più facile
  • Sul livello religioso: fiducioso della buona sorte dell'anima (cattolicesimo)
  • Sul livello politico: [fiducioso] della rivoluzione inesorabile che è alle porte (socialismo)

Queste caratteristiche sono per Luzi l'emblema dell'italiano-medio soggiogato alla cultura di massa

→ entrambe queste fedi dovrebbero indurlo a un atteggiamento di opposizione rispetto alla società, ma

     evidentemente questo personaggio vive entrambe le fedi contemperandole con una partecipazione attiva alla

     sfera del benessere → è un intellettuale pienamente integrato all’interno della società in cui si trova

Il testo è pieno di elementi di tipo accusatorio → sorta di aggressività nei confronti dell’altro

→ l’immagine del soggetto è in qualche modo deformata

tuttavia la presenza dell’altro, sebbene così indegno, produce istanza di dialogizzazione, tanto che alla fine vi

     è intimazione dell’altro nei confronti dell’autore, tipica di qualcuno che sta al di sopra (“Devi crescere")

→ intimazione già anticipata da una riflessione del soggetto stesso nella seconda strofa (“penso ad un amore più

     grande”) → il cattolicesimo del compagno pervade anche il soggetto

  • Aspetti linguistici e stilistici:

Il linguaggio che usa mescola elementi tradizionale e innovativi

  • Metrica:

No simmetria tra le strofe, no rime → sembra non sia cercato nessun legame con la tradizione.

Ma si può riconoscere una logica nella ripartizione strofica: le 4 strofe sono via via sempre più brevi, vi è una progressiva concentrazione della misura strofica

→ è un percorso di progressiva riduzione verso il silenzio, discorsività sempre più concentrata.

→ è una forma autonoma, libera, però si percepisce una certa intenzionalità

I versi sono di misure eterogenee: molto lunghi o molto brevi alternati

→ versi lunghi: superano abbondantemente la misura dell’endecasillabo, si trovano alla fine del verso

→ alternanza dà idea di una tensione allo stiramento della misura endecasillabica sotto la spinta di una

     discorsività che non sta dentro le misure metriche tradizionali

Si percepisce però l’eco delle misure tradizionali: li possiamo leggere come versi composti

→ tensione alla metrica tradizionale e poi superamento nell’ottica di una dimensione dialogica non riducibile

Generale dimensione prosasticheggiante

P.P. PASOLINI - Le ceneri di Gramsci, I, IV


Pier Paolo Pasolini, Le ceneri di Gramsci, I, IV (1956)

Poemetto molto esteso il problema è che conformemente all'idea di poesia che persegue sono testi molto lunghi.



Primo componimento

  • Situazione enunciativa:

Voce parlante in scena descrive il luogo in cui si trova, una situazione presente

→ potremmo dire che parla Pasolini, che è una voce lirica, un io autobiografico

È un io molto evidente che pensa e ci parla di quello in cui crede, del suo rapporto con popolo, è un io fortemente presente ma che difficilmente ci verrebbe da chiamare lirico perché non è e effusivo, non ci descrive esperienze intime ma racconta e ragiona



Sesta strofa: l'io si rivolge a un tu (Tu giovane)

→ questo tu però non è il tipico elemento femminile della lirica, ma è Antonio Gramsci

→ si rivolge ad un morto rievocando la sua figura quando, da giovane, ….

→ preso come destinatario in quanto guida e modello su cui formare la sua relazione con il popolo

  • Situazione rappresentata:

La voce parlante ci descrive

  • Il tempo: mese di maggio, ma la voce ci dice che è un maggio anomalo, lo chiama l'autunnale maggio

→ è primavera ma sembra autunno

Ci dice poi che è la fine di un decennio → si riferisce al decennio in cui è pubblicata l'opera: 1954

→ o forse è un allusione ad una fine più decisiva? Che tempo sta finendo? È un tempo allegorico?

Negli ultimi versi ci viene rivelato il momento della giornata: nel vespro

  • Il luogo (deittici): un giardino, un paesaggio naturale

Il luogo non è linearmente ricostruibile, ma è descritto per pennellate, si intravvede:

  • Giardino straniero
  • Cielo di bave
  • Il Tevere
  • I monti del Lazio
  • Vecchie muraglie
  • Macerie

Atmosfera cupa: rende ancora più buio il giardino straniero → che cos'è questo giardino?

→ è una perifrasi: indica luogo molto preciso ci sono altri indizi sparsi nel testo che ci aiutano ma per

     identificarlo dobbiamo conoscere Roma, sapere dove è sepolto Antonio Gramsci → sepolto nel cimitero degli

     inglesi, un cimitero acattolico → si chiama così perché ospita alcuni poeti inglesi legati all'Italia, personaggi

     eminenti della storia/cultura italiana: è un cimitero aristocratico (noia patrizia ti è intorno)

→ indica la tomba di Gramsci: luogo di sepoltura primo elemento intorno a cui Pasolini costruisce elementi della

     sua rappresentazione, sepolto a Roma nel quartiere di Testaccio, uno dei quartieri più popolari

contrapposizione quartiere popolare e cimitero patrizio: proprio lui che era guida e riferimento del popolo è

     però sepolto in un cimitero 'patrizio'

Gioca sviluppando idea di spazialità per anelli/fasce concentriche semicerchi immensi

→ c'è cimitero inglese che è il qui e ora (il giardino straniero)

→ poi lo sguardo si espande al cielo, al Tevere, ai monti del Lazio

→ poi immediata restrizione sul luogo: muraglie che sembrano sbarrare la vista, luogo soffocante in cui è

     compresso il mondo, poi restrizione ancora sulla tomba e lo sguardo del poeta sembra quasi penetrarvi

→ poi si riallarga a Roma: il quartiere Testaccio con le sue misere tettoie (perché ci abita gente povera)

Un'ultima indicazione metereologica (spiove) chiude la poesia e la giornata del garzone

Gioco analogo sul piano temporale: mette in rapporto il qui ed ora con orizzonti sempre più ampi

→ questa visita si colloca in uno scenario temporale in una stagione ben precisa: siamo negli anni in cui le

     illusioni con cui tanti intellettuali italiani sono usciti dalla II guerra mondiale si sono infrante

→ l'Italia si sarebbe potuta ricostruire da zero: gerarchizzazione sociale → regime di oppressione si sposta su

     economia → sentimento di tradimento da parte dell'esperienza della Resistenza

→ elemento che favorisce questo allargamento progressivo è proprio mese di maggio: riferimento temporale

     concreto diventa immagine di tarda primavera, perché idealità di trasformazione e risorgimento è fallita

riferimento ad un momento storico: maggio non più allegorico-simbolico ma storico → incornicia la prima

     apparizione esplicita di Gramsci → discorso tenuto da lui in Parlamento italiano maggio 1925, poco dopo sarà

     arrestato e rimane in carcere fino a morte → raffigura Gramsci come guida in occasione di una legge che sia

     stava discutendo su abolizione delle società segrete spacciata come la massoneria, ma in questo discorso fa

     capire di aver capito che è cavallo di Troia per cui verranno dichiarati illegali partiti politici

Questa prima lunga sequenza ha la funzione di inquadrare

  • Il contenuto narrativo e la circostanza ben precisa: la visita della tomba di Gramsci
  • Il quadro ideologico: non solo incontro fisico, ma resa dei conti con Gramsci e anche con se stesso

  • Aspetti stilistici e linguistici:

Attacco con una litote: siamo a maggio, ma l'atmosfera di questo giorno in cui l'io si trova non è atmosfera tipica di maggio, è un giorno cupo.

Sintassi: ha inversione marcata → elemento residuo di ottocentesimo

  • Metrica:

È un poemetto e riprende forme archetipiche paradigmatiche dei versi, è organizzato in terzine

Il modello per la scelta delle terzine:

→ non propriamente Dante: non scrive poemetto ma un poema → a lui si ispira per immagine di Roma infernale

Pascoli: scrive serie poemetti in terzine dantesche narrativi ragionativi → si capisce il senso di questo richiamo

     di Pasolini ad una tradizione ma premodernistica pre novecentesca

Rimanda alla commedia: non usa sistema rimico rigorosamente regolare e tuttavia c'è un'assonanza, un'identità della componente vocalica

  • aria, abbaglia
  • Straniero, cielo, velo, straniero
  • mortale, autunnale

Spesso alla rima vera e propria si sostituiscono figure foniche sostitutive: assonanza e consonanza

Gioca su oscillazioni anisosillabiche intorno agli endecasillabi: ci sono versi più brevi e versi ipermetri

endecasillabi ipometri ed ipermetri: nozione tipicamente novecentesca, perché non sono davvero

     endecasillabi ma lo percepiamo anche un decasillabo come quasi endecasillabo

riprende e contemporaneamente trasforma



Quarto componimento

  • Situazione enunciativa:

Non ha più nulla di narrativo ma è la pura trascrizione del discorso, della riflessione, del ragionamento che fa di fronte a Gramsci e di fronte a se stesso

→ ma nello stesso tempo ha un respiro pubblico: riguarda lui come personaggio pubblico, non è argomento

     lirico ma argomento civile

È un io presente: non di carattere lirico ma ragionativo questo programma sono importanti scelte strutturali

  • Livello linguistico e stilistico:

Il testo è ossessivamente nel segno della contraddizione plateale: è un susseguirsi di antitesi fin dal primo verso

→ perché? → vuol esprimere lo scandalo dell'essere contemporaneamente con te e contro di te

Sineciosi = avvicinare idee antitetiche mediante un unico verbo

Rapporto di ambivalenza: Pasolini-Gramsci, Pasolini-comunismo, Pasolini-popolo

→ nella sostanza non è tanto oggetto di un progetto politico, ma idea di trasformazione politica ed elevazione

     del popolo contraddice paradossalmente le ragioni della sua attrazione per il popolo

→ è un giudizio negativo che Pasolini aveva nei confronti della trasformazione: la modernizzazione del paese è

     una perdita irrimediabile del potenziale di autenticità nei confronti di una società agricola patriarcale che

     però solo nelle fasce popolari ha un bacino di autenticità non mediato dal rapporto con la storia con la cultura

il senso della storia caratterizza l'intellettuale: i sottoproletari non hanno senso della storia ma immediatezza

     esistenziale di una poesia intessuta dove c'è io esorbitante evidentissimo non è negazione dell'io

SERGIO CORAZZINI, Desolazione del povero poeta sentimentale (da Piccolo libro inutile, 1906) - analisi e commento


Sergio Corazzini, Desolazione del povero poeta sentimentale (da Piccolo libro inutile, 1906)

  • Nasce a Roma famiglia benestante ma caduta in miseria.

Vita breve: si ammala presto muore giovane, povera di avvenimenti, ma circondato da amici ed estimatori che collaborano a creare piccolo mito di Corazzini come figura del poeta marginale malato che muore giovane.

Sua produzione poetica caratterizzata da tratto di rarefazione, di marginalità, micro libretti autoprodotti presso piccole tipografie, dolcezze amaro calice, aureole, piccolo libro inutile.

Idea masochistica, esemplificata in modo paradigmatico.

E' un esempio di poesia crepuscolare

  • Situazione enunciativa:

Monologo: parla solo l'io poetico, ma si rivolge a un tu → rappresenta una situazione dialogica

→ il tu a sua volta ha dato parola al soggetto dicendogli che è un poeta

→ si immagina che sia di fronte a lui

→ tutta una serie di riprese di questo appello al tu

→ "ma tu non mi comprendi e sorridi": questo verso ci consente di chiarire ulteriormente questa situazione ci fa

     immaginare che interlocutore davvero di fronte al soggetto tanto che ne può registrare le reazioni a quello

     che sta dicendo c'è reazione faccia a faccia fra io e un altro, non è pienamente situata. Ma sicuramente c'è un

     io di fronte a un tu. Monologo si costituisce come parte di questo dialogo.

Rapporto fra io poetico e il tu: confidenziale affettuoso, il tu riconosce all'io un ruolo onorifico (poeta), l'io si schernisce non si sente all'altezza. L'io si esprime di fronte a questo tu con un massimo grado di autenticità: si spoglia completamente di fronte all'altro. Grado di confidenza io-tu: senza filtri senza nascondersi.

Ma c'è un elemento di incomprensione: anche questo tu così sintonico non è in grado di comprendere il soggetto. Situazione iniziale quieto rapporto si complica e nel finale si interseca con altro asse retorico.

Ultimi due versi: all'assemblea retorico io e tu se ne affianca un altro → "Amen": forma rituale tipica della preghiera che si costituisce come monologo idealmente dialogico fra l'io e Dio.

→ finale così esibito ed esposto coglie meglio che modulo della preghiera attraversa in realtà in modo

     sotterraneo tutto testo con altre invocazioni a dio: tematica e linguaggio immaginario religioso penitenziale

→ i due assi retorici si contaminano: confessione del soggetto di fronte al tu resa con stesso grado di autenticità

     che caratterizzerebbe confessione fatta di fronte a Dio contemporaneamente di fronte al tu.

→ componente di autodenuncia tipica della preghiera, enumera suoi peccati colpe debolezze.

Situa enunciativa: c'è un io impegnato in monologo dialogico con tu ma sullo sfondo con anche dio

  • Situazione rappresentata e aspetti formali:

Autorappresentazione: l'io rappresenta se stesso, si auto descrive, si auto rappresenta.

Non sono descritte una serie di cosa ma condizione esistenziale

Avviene secondo i modi del racconto iterativo: la poesia costruita su ripetizioni di vari livelli.

Eccezione: VI strofa → nella descrizione statica c'è un momento in cui si innesta un racconto singolativo (di un singolo episodio) che si rivela poi estremamente statico, ovvero dormire con mani in croce, sapore mortuario, prefigura persecuzione è morte.

Insistenza iterativa su:

  • Innocenza → immagine del fanciullo
  • Tristezza, melanconia, dolore, lacrime: fittissima trama di iterazioni lessicali e sintagmatiche, che si combinano in modi diversi ma ribattono sempre su stesso nucleo tematico fisso costante, ciò ha a che fare con dimensione formale del testo
  • Immagini di vittimismo masochistico: autocommiserazione, autodenigrazione
  • Malattia, debilitazione, devitalizzazione → hanno base biografica reale sia per malattia sia per immagine del fanciullo che torna ossessivamente che piange. Aggettivi piccolo povero tenero.
  • Tema della morte

  • Metrica:

Buon esempio di verso lungo whitmaniano.

I strofa → potrebbe essere un testo in prosa: va a capo in corrispondenza di pause sintattiche rilevate, in corrispondenza della chiusura di un segmento sintattico semanticamente concluso.

Nello stesso tempo: testo scandito in modo parossistico di ripetizioni, anafore, epigone, ripetizioni di tipo del ritornello, alcuni sono interne alla strofa iterazioni di stessa struttura sintattica ("perché tu mi dici poeta?").

Tipico del versetto biblico che si costituisce attraverso ricca serie di parallelismi di questo tipo.

Metrica è emblematica a livello formale della debilitazione e crisi della poesia

→ poesia depauperata impoverita, allo stesso tempo questo tipo di modulo si lega a preghiera litania che struttura dimensione enunciativa del testo. In ogni caso questi fenomeni di iterazione sintattici si legano a iterazioni lessicali che hanno a che fare con ricorrenze tematiche: fanciullo poeta, piangere, tristezza, malattia.

Iterazioni si riproducono a cannocchiale e anche a distanza. Come iterazione del poeta scandisce tutto il testo fino alla fine. Alla fine questa struttura dimostra tesi da cui era partito.

martedì 2 agosto 2016

ITALO CALVINO - vita, opere


Italo Calvino (1923-1985)

→ nasce a Cuba da due scienziati; sotto la guida di Vittorini e Pavese, di loro molto più giovane; formazione laica

     e tecnica (studia agraria); militanza nella sinistra molto precoce: combatte durante la Resistenza nella brigata

     partigiana comunista → da questa esperienza i primi scritti; si iscrive alla facoltà di lettere a Torino dove inizia

     la collaborazione con «Il Politecnico»; inizia a scrivere, inizia la sua attività da giornalista e saggista e

     interprete dei rapidi mutamenti nella società italiana; alterna testi a sfondo fiabesco a chiari riferimenti

     allegorici alla realtà contemporanea, ad altri più impegnati in ambito socio-politico; crisi col Partito

     comunista, fase di ripensamento della sua poetica (1963-64): sceglie una nuova strada con tendenze

     strutturaliste (modelli: autori francesi o sudamericani); nel 1979 acquista fama internazionale

  • Primi scritti: esperienza della Resistenza, numerosi racconti e un romanzo:

Il sentiero dei nidi di ragno (1946): materia storica filtrata da una struttura fiabesca; protagonista: non

     un partigiano adulto ma il giovane Pin (effetto di straniamento) → guerra come terribile gioco; incapace

     di narrare alla maniera dei realisti dell'800 o dei neorealisti

  • Il visconte dimezzato (1959: si delinea la sua fisionomia; è la prima parte de I nostri antenati (1960) che comprende anche Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959) → modello: conte philosophique degli illuministi francesi come Voltaire e Diderot, in generale la scrittura narrativa di tipo razionalistico-scientifico (ammira molto Galilei e Leopardi); le vicende singolari sono al limite dell'ironia e della parodia ed hanno significato allegorico ('allegoria leggiera') che riguarda la natura umana quanto il senso generale della storia: affronta i problemi dell'intellettuale e della scrittura

→ in questi anni decide di abbandonare il partito comunista deluso dalla politica repressiva dell'URSS

→ non rinuncia a interpretare il dibattito-politico culturale → pubblicazione di ottimi saggi

  • Fine anni Cinquanta: oscilla tra tentativi di avvicinamento alla cronaca con scritti satirico-polemici a base surreale (La speculazione edilizia, La nuvola di smog, La formica argentina, Marcovaldo o le stagioni in città) e l'interesse fantastico, il romanzesco-avventuroso e il fiabesco (Fiabe italiane, La giornata di uno scrutatore: per una volta riflesso di un'esperienza autobiografica, la visione diretta degli handicap al "Cottolengo" di Torino mentre è lì scrutatore elettorale → forte stimolo per l'analisi di ciò che è bene nell'azione politica, in mancanza di una fede religiosa, utopia per nulla astratta)
  • Dal 1964: produzione narrativa semiotico-postmoderna = si dedica alla riflessione sulle modalità scientifiche e letterarie di interpretazione della realtà, riflessione teorico-scientifica sul linguaggio e in generale su tutti i segni naturali e culturali; si orienta verso la metaletteratura = riflessione sulle modalità di scrittura e interpretazione del mondo piuttosto che narrazione semplice; tentativo di rappresentare il reale che è complesso e stratificato

Le cosmicomiche (1965): stile complicato, lessico para-scientifico, riferimenti a scrittori fantastico-

     paradossali (Borges); usa esplicitamente opere popolari (fumetti, comiche cinematografiche..)

Ti con zero (1967): continuano le riflessioni sulle cosmi-comiche + scritture combinatorie

Il castello dei destini incrociati (1973): raccolta di scritti basate sulle figure dei tarocchi con storie

     intrecciate secondo perfette simmetrie; influenza dell'analisi strutturalista delle fiabe e dell'Orlando

     furioso, a lui molto caro (1970: Orlando furioso raccontato da Calvino)

Città invisibili (1972): esito più complesso e il più alto di questa stagione; racconto composto dalla

     descrizione di città fantastiche fatta da marco Polo a Kublai Kan (razionalista-nichilista) durante i loro

     dialoghi; se Kan riduce a modelli sempre più astratti tutto il reale raccontato da Marco Polo fino ad

     arrivare al nulla, Polo invece sa che le sue città possono non esistere ma trova sempre nelle sue

     narrazioni nuovi stimoli per interpretare il reale → all'astrattezza teorica deve corrispondere una

     passione per la materialità, l'unico atteggiamento etico è non cedere alla negatività proseguendo la

     ricerca fondamentale anche se forse infinita di una possibile verità-felicità

  • Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979): combinazione di 10 incipit diversi e di un immaginario inseguimento amoroso fra Lettore e Lettrice; logica postmodernista della narrativa come citazione continua e riuso di tutte le narrazioni già sperimentate → ma capisce che è impossibile rappresentare completamente il reale (lettore e lettrice non riescono a concludere i racconti); gli conferisce una definitiva celebrità internazionale, spesso affiancato al coevo best-seller di Umberto Eco (Il nome della rosa, 1980) come esempio del postmodernismo italiano
  • Palomar (1979): racconti brevi, problema dell'interpretazione del reale qui attraverso il filtro ironico e disincantato del protagonista-osservatore
  • Dopo 1985: dopo la sua morte sono usciti altri racconti, inediti degli anni Quaranta e Cinquanta

saggi: grande saggista e critico

  • Il midollo del leone (1955): sul rapporto letteratura/storia
  • Il mare dell'oggettività (1959): sulla necessità di demistificare letterariamente la visione del mondo piatta proposta dai modelli capitalistici
  • La sfida al labirinto (1962): ipotes che l letteratura debba sperimentare tutti i linguaggi possibili per rispondere al "labirinto" della contemporaneità
  • Natura e storia nel romanzo, 1958; Tre correnti del romanzo italiano d'oggi, 1959: interpreta con acume le tendenze nella letteratura italiana e internazionale
  • Prefazione alla seconda edizione de I sentieri dei nidi di ragno (1964):
  • Una pietra sopra, 1980; Collezione di sabbia, 1984: raccolte di saggi
  • Lezioni americane (postume): preparate per conferenze ad Harvard (Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità: affronta alcune sfide a cui deve rispondere la letteratura)

mercoledì 13 luglio 2016

LUIGI PIRANDELLO - romanzi, novelle, opere teatrali


LUIGI PIRANDELLO (1867-1936)

  • Vita:
    • Nasce ad Agrigento
    • Completa gli studi universitari tra Palermo e Roma (dove conosce Luigi Capuana)
    • I suoi scritti sono decisamente influenzati dal dissesto economico e dalla malattia della moglie
  • Esordi
    • Varie prove poetiche:  Mal giocondo (1889), Elegie renane (1889-90), Pasqua di Gea (1891)
    • Poi scrive novelle e romanzi: L'esclusa (1893) > Marta Ajala (1901), Il turno (1902)

oggettività tardo-verista + spunti della poetica pirandelliana:

  • impossibilità di stabilire verità oggettive,
  • necessità di cogliere i lati nascosti delle personalità
  • superare le apparenze e le finzioni
  • Intrecci in cui il caso strano diventa occasione per un'analisi della psiche e della natura umana
  • Riflessione sulle caratteristiche della scrittura umoristica



Romanzi e novelle:

  • Il fu Mattia Pascal (1904) → romanzo
    • Scritto nelle notti di veglia alla moglie (paralizzata alle gambe)
    • Abbandona le strutture veristiche → per temi e struttura è un romanzo sperimentale primonovecentesco
    • Sperimenta intrecci inconsueti che devono qualcosa alla narrativa umoristica (Laurence Sterne)
    • La stravaganza della vicenda che costituisce la base umoristica è in realtà ciò che permette a Pirandello di introdurre alcuni temi:
      • Ricerca dell'identità: al centro la domanda "chi sono io?" → discrepanza tra il pensiero che uno ha di sé e le relazioni che intrattiene con gli altri
      • Contrasto insanabile fra vita (energia individuale) e forma (che l'individuo è costretto ad assumere a causa delle convinzioni sociali)  da questa discrepanza nasce il relativismo
      • Contrasto fra persona e il ruolo del personaggio (con la sua maschera) che si assume in società
      • Importanza del caso: solo il suo intervento permette/costringe l'uomo a liberarsi da una forma per assumerne un'altra cui si attacca con uguale fervore
      • Relativismo: ogni certezza, persino quella della propria identità, è relativa (tipica dell'uomo moderno)
    • Atteggiamento finale è dell'umorista: guarda l'esistenza propria e altrui con distacco, non vuole dare un ordine alla vita perché "la vita non conclude"

→ l'uomo è in balia di un flusso continuo, la vita è in perenne movimento, ma l'uomo si oppone

     costruendo delle forme fisse in cui potersi riconoscere ma si costruisce da solo maschere cui si lega

  • Antipositivismo e antirazionalismo → vitalismo e interesse per psicologia, teosofia, occultismo
  • Elemento più importante: scomposizione del personaggio → sarà importante anche nel suo futuro teatro

  • L'umorismo (1908) → saggio
    • Distinzione tra comico (fa ridere e basta mostrando gli aspetti inconsueti dell'esistenza) e umorismo (fa ridere e pensare portandoti a scavare nelle motivazioni profonde delle situazioni buffe)
    • Sentimento del contrario: nell'umorismo (meno spietato del comico che giudica e basta) nasce il compatimento per le debolezze altrui che sono anche le proprie
  • I vecchi e i giovani (1909-13)
    • Analisi sociale sull'Italia postrisorgimentale
    • Modello: I viceré di Federico de Roberto
    • Critica dello storicismo assoluto: la storia come la vita "non conclude", non è mai definitiva
  • Si gira (1915) > Quaderni di Stefano Gubbio operatore → romanzo
    • Diario di un operatore cinematografico: non riesce più a parlare per un trauma avuto durante una scena
    • Rapporto uomo-macchina: onnipotenza delle macchine fa riflettere sulle forme che alienano la vita
    • Spunti teatrali che userà successivamente: scambio fra realtà e finzione
  • Uno, nessuno e centomila (1926) → romanzo
    • Tema: mancanza di un'identità certa a causa del relativismo, qui portato alle estreme conseguenze (follia)
    • Protagonista: Vintangelo Moscarda
    • Propensioni antirazionalistiche
    • Spunti da filosofi orientali e da Schopenhauer
  • Novelle per un anno (inizia nel 1922)
    • Progetto: testo che doveva riunire tutta la sua produzione in 24 volumi (tot: 365 novelle)
    • Produzione effettiva: 225 testi raccolti in 15 volumi + 26 racconti spersi
    • Carattere, strutture e temi differenziati: novelle comiche, drammatiche, surreali, umoristiche …
    • Assurdità del comportamento dei singoli e dell'esistenza stessa → per rompere luoghi comuni e verità
    • Punto di vista straniante in alcune novelle (in La rallegrata: pdv dei cavalli)
    • Alcuni testi godibili per la loro immediatezza descrittiva (soprattutto ambientazione siciliana come La giara o il duro mondo delle miniere del sud come Ciaola scopre la Luna)
    • Scrittura volutamente media ma non priva di preziosismi (toscanismi rari, dialettismi)
    • Struttura: spesso dominano dialoghi o monologhi → favorisce la loro frequente riscrittura teatrale



Teatro

  • Esordio (1910-20)
    • Prime prove legate ancora al mondo siciliano e sono ancora convenzionali
    • 1915-16: approfondisce la costruzione del personaggio teatrale
    • Liolà: rielabora il quarto capitolo del Fu Mattia Pascal
    • Produzione del 1917-18: affianca a testi regionalistici (es: La giara) i drammi grotteschi (es: Così è se vi pare o Il giuoco delle parti) → da situazione borghese ad allucinante: non è possibile distinguere vero/falso
    • Maschere nude (1918): demistifica la certezza e rompe le sclerotizzazioni
    • Linguaggio dialoghi e monologhi: enfatico, ripetitivo che sottolinea l'andamento raziocinante e cavilloso

→ svuota dall'interno le convinzioni del teatro borghese → Tutto per bene; Come prima, meglio di prima

  • Fase maggiore
    • Sei personaggi in cerca d'autore (1921)
      • Fortemente rivoluzionario: tema non nuovo, la novità sta nella sua applicazione al teatro

→ ma non è sperimentalismo ad oltranza: è uno scrittore modernista più che avanguardistico, rielabora non liquida la tradizione

  • Riflessione metateatrale → ripresa da molti autori modernisti
  • L'individuo è scomposto
  • Riflessione rapporto realtà-finzione → il Capocomico tenda di ricondurre i personaggi a forme concrete ma nello stesso tempo false, mentre il Padre afferma che loro, nella loro condizione 'potenziale', sono le uniche persone perfette e complete

  • Enrico IV (1922):
    • Tema della pazzia: mette in crisi la razionalità dei presunti sani di mente → riscrittura pirandelliana di Amleto (uno dei testi che gli stanno più a cuore
    • Si serve della pazzia per ribadire le ragioni che lo spingono a rifiutare la vita reale e a scegliere invece una perenne condizione di personaggio
    • Falso dramma storico
  • Ciascuno a suo modo (1924)
  • Questa sera si recita a soggetto (1930)

  • Ultimo periodo
    • Nell'ultima parte degli anni Venti ripete temi e tecniche collaudate → pirandellismo d'autore
    • Come tu mi vuoi (1930): evidente è il pirandellismo
    • Tentativo di uscirne proponendo nuovi aspetti mitologico-simbolici cari alla sensibilità antirazionalista:
      • La nuova colonia (1928)
      • Lazzaro (1929)
      • I giganti della montagna (1930-33): incompiuto, si avvicina a tematiche psicanalitiche, gioca sull'inconscio e la possibilità di liberarlo dalle pressioni sociali e morali attraverso l'arte

→ sviluppo del mito è apparso a molti in linea con la nascita dell'avanguardia del surrealismo