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sabato 31 dicembre 2011

RIASSUNTO DEL CAPITOLO 8 DEI PROMESSI SPOSI

RIASSUNTO DEL CAPITOLO VIII
Promessi Sposi


L’arrivo di Tonio e Gervaso interruppe la lettura serale di don Abbondio, venuti per saldare il conto che il fratello maggiore aveva con il curato. Mentre don Abbondio stava scrivendo loro la ricevuta, entrano furtivamente nella stanza Renzo e Lucia, il primo riesce a pronunciare la formula del matrimonio mentre la sposa venne interrotta sul finire dalla reazione di don Abbondio che le butta addosso il tappeto del tavolino. A questo punto, scoperto l’imbroglio, don Abbondio si rinchiude in una stanza vicina chiamando a gran voce Perpetua affinché corra in aiuto, ma senza successo poiché impegnata in pettegolezzi insieme ad Agnese, per le strade del paesetto. Lo sente però il campanaio Ambrogio che intende che stiano aggredendo il curato, così suona le campane d’allarme che risvegliano tutto il paese e creano una gran folla di compaesani che, uniti, si avventurano nella piazza della chiesa a scoprire quale possa essere il pericolo.
I bravi guidati dal Griso intanto si intrufolano nella casa di Agnese quando sopraggiunge Menico, mandato da padre Cristoforo ad avvisare le due donne di fuggire da un ormai già in corso attacco dei malviventi che però sono arrivati troppo tardi: tutti erano impegnati in altri imbrogli.
All’improvviso il suono delle campane arriva anche da loro e i bravi, che si sentono chiamati in causa, preoccupati che qualcuno li abbia scoperti, sarebbero tutti fuggiti se il Griso, non li avesse riuniti ed ordinati.
Anche Perpetua e Agnese sentono i rumori allarmanti.

La prima accorre in aiuto del curato, mentre l’altra tenta in tutti i modi di fermarla, non sapendo se il piano fosse andato a termine o i suoi complici avessero bisogno di più tempo.
La gente radunata in piazza formula ipotesi su quello che poteva esser accaduto in paese così, assetati di conoscenza si dirigono ovunque hanno notizia di un’infrazione della legge: prima nella casa di don Abbondio sotto suggerimento di Ambrogio, poi verso la casa di Agnese e infine si ritirano tutti nelle proprie case dopo che uno dalla folla assicura loro lo stato di sicurezza delle due donne.
Intanto gli sposi fuggiaschi con i loro compagni incontrano a metà strada dalla casa Agnese e Menico e insieme decidono di dirigersi in fretta verso l’unico luogo sicuro per loro: il convento di padre Cristoforo, dove vengono accolti da questo contravvenendo alle regole che fra Fazio non manca di ricordargli. Cristoforo aveva già preparato loro un piano di fuga: Lucia e Agnese sarebbero andate con una lettera nel convento sorvegliato da un frate a lui caro, mentre Renzo avrebbe dovuto portare una lettera all’amico padre Bonaventura di Milano attraverso un viaggio tutto programmato. Dopo qualche momento di preghiera nei quali padre Cristoforo affida la spedizione nelle mani di Dio e chiede il perdono dei peccati per i bravi che hanno osato fare del male ad un bambino e ne stavano per compiere altro ancora, tutto è pronto e salgono su una barca e poi su di un carro che li avrebbe portati a destinazione. Nel viaggio Lucia dà il suo addio ai cari monti con la vista dei quali è cresciuta.

sabato 24 dicembre 2011

L'IMPERATORE DI PORTUGALLIA - riassunto


Nel momento in cui Jan Andresson prese in braccio la bambina che chiama con il nome del sole,Klara Gulla, e che ha avuto con Katrinna, una ragazza che lavorava da cameriera per il suo stesso capo, Erik di Falla per il quale trebbiava laboriosamente la terra, la sua vita cambia. L’amore per la bambina fa aprire finalmente gli occhi di Jan alla bellezza del mondo che mostra alla figlia accompagnandola nella sua crescita che la rende sempre più bella e intelligente. Alla morte di Erik di Falla l’eredità va al genero, Lars Gunnarsson, che impone un pagamento a Jan di cento scudi per la sua casa, stanziata nel terreno di Falla, il quale gliel’aveva regalata. Volendo aiutare la famiglia, ormai matura, decide di partire per Istambul e guadagnare la somma che avrebbe salvato la casetta e i genitori. Jan è in un primo momento disperato per la separazione e per il fatto che la figlia non inviava notizie, ma l’incontro con Ola, un vecchio che aggiustava reti, gli fa nascere una prospettiva positiva del suo silenzio, interpretandolo come il nascondimento di una buona notizia, una sorpresa che viene immaginata da Jan l’essere diventata l’imperatrice di Portugallia. Questo fatto introduce la pazzia che caratterizzerà Jan dal momento in cui la vedova di Erik di Falla donerà a lui i simboli che contraddistingueranno il suo potere d’imperatore: il bastone e il berretto del vecchio padrone che sarebbero dovuti passare in eredità a Lars Gunnarsson, troppo meschino per meritarli. Durante la sua pazzia Jan cambia notevolmente le persone che gli stanno attorno attraverso gesti che hanno un rimando al soprannaturale, diventa quasi un veggente che attraverso le sue capacità riesce a riconciliare il figlio e il padre Linast prima che quest’ultimo muoia, e quello tra Ola e suo figlio attraverso il mistero della cambiale scomparsa. in paese un giorno ci fu una grande asta condotta da Lars, che fu però ignorato da tutti, interessati invece alla figura dell’imperatore Jan che si mostrava al popolo e faceva divertire tutti. Infuriato, gli toglie berretto e bastone, essendo di sua proprietà e pensa di avergli tolto così anche la sua pazzia; in realtà Jan interpreta il volere della figlia in questo gesto di restare in disparte, così riprende il lavoro nei campi che aveva abbandonato. Ed proprio la morte di Lars il giorno di mezz’estate era stato predetto da Jan, che lo aveva avvertito di confessare i suoi peccati entro quella data, proposta ignorata che ebbe le sue conseguenze, che rimanda ancora ad un’aurea di mistero e di chiaroveggenza propria dell’epica. Dopo quindici anni Klara Gulla ritorna a casa matura e invecchiata, e vedendo le condizioni del padre ne è così spaventata e delusa che decide di scappare portando con sé anche la madre Katrinna, invece rammaricata di separarsi dal marito che la stava cambiando, infatti deciderà spontaneamente di tornare indietro. Jan muore nuttandosi dal pontile mentre insegue le due donne della sua vita e il suo corpo verrà tolto dalle acque e ritrovato solo nel momento in cui Klara Gulla si renderà conto grazie a Linast che il padre non è adirato con lei per tutta la sofferenza e la fatica che gli ha procurato, ma provava solo un immenso amore per sua figlia riacquisterà tutta la sua bellezza perduta negli anni della separazione dai genitori.


SCENE-SVOLTA


- Nascita di Klara Gulla
- morte di Erik la Falla
- incontro con Ola
- incontro con la vedova di Erik la Falla
- asta e morte di Lars Gunnarsson
- ritorno di Klara Gulla
- morte di Jan
- Klara capisce il suo errore di prospettiva