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giovedì 26 gennaio 2012

RIASSUNTO DEL CAPITOLO 8 - PROMESSI SPOSI

L’arrivo di Tonio e Gervasio, venuti per saldare il conto che il primo aveva con il curato, interrompe la lettura serale di don Abbondio. Mentre questa scrive loro la ricevuta, entrano furtivamente nella stanza Renzo e Lucia; il primo riesce a pronunciare la formula del matrimonio, mentre la sposa viene interrotta dalla reazione del curato che, intuito l’imbroglio, le butta addosso il tappeto del tavolino e si rifugia in una stanza vicina. Da lì chiama in aiuto Perpetua, che però era impegnata in pettegolezzi insieme ad Agnese per le strade del paesello; viene udito però dal campanaro Ambrogio che, suonando le campane d’allarme, risveglia tutto il paese e crea una gran folla di compaesani che si avventurano nella piazza della chiesa per scoprire la causa di tanto fracasso.
Intanto i bravi, guidati dal Griso, si intrufolano nella casa di Agnese per rapire Lucia, quando sopraggiunge Menico, mandato da padre Cristoforo per avvisare le due donne dell’imminente attacco dei malviventi. All’improvviso il suono delle campane arriva anche a loro, proprio mentre trovano i letti degli interessati vuoti, e i bravi, preoccupati che qualcuno li abbia scoperti, sarebbero fuggiti se il Griso non li avesse radunati e ordinati.
Anche Perpetua e Agnese sentono i rumori allarmanti, così la prima accorre in aiuto del curato mentre l’altra, dopo alcuni tentativi falliti di fermarla, si precipita a casa all’udir le grida del bambino per salvarlo dallo stesso pericolo che agita in quel momento la folla in piazza. Qui tutti, dopo aver formulato varie ipotesi su ciò che possa esser accaduto, decidono di fidarsi dei suggerimenti di alcune voci dalla folla che li portano a dirigersi prima a casa di don Abbondio, poi verso quella di Agnese; infine si ritirano nelle proprie dimore dopo esser stati rassicurati dall’ennesima voce sulla salute delle due donne.
Intanto gli sposi fuggiaschi con i loro compagni incontrano a metà strada dalla casa Agnese e Menico e insieme decidono di dirgersi in fretta verso l’unico luogo sicuro per loro: il convento di padre Cristoforo dove vengono accolti. Cristoforo aveva già preparato loro un piano di fuga: Lucia e Agnese sarebbero andate con una lettera nel convento sorvegliato da un frate a lui caro, mentre Renzo avrebbe dovuto portare una lettera all’amico padre Bonaventura di Milano attraverso un viaggio già tutto programmato. Dopo qualche momento di preghiera nel quale padre Cristoforo affida la spedizione nelle mani di Dio, tutto è pronto e i fuggiaschi salgono su una barca e in seguito su di un carro che li avrebbe portati a destinazione. Nel viaggio Lucia dà il suo addio ai cari monti con la vista dei quali lei era cresciuta.

domenica 1 gennaio 2012

LA FAVOLA DI NATALE- riassunto

LA FAVOLA DI NATALE
SCHEDA LIBRO

AUTOREGiovannino Guareschi


RIASSUNTOPer la sera di Natale Albertino scrive una poesia al suo papà, che però è assente durante i festeggiamenti della vigilia. Così nel momento in cui il bambino pronuncia ad alta voce la poesia, questa, sottoforma di un uccellino, spicca il volo in cerca del suo destinatario. Dopo che il Vento la porta alla frontiera, la poesia compie da sola un viaggio fino al confine dove, prima di riuscire ad entrare nel campo di concentramento dove stava il papà di Albertino, un omaccione la ferma e col pennello della censura le tarpa le ali cosicché è costretta a tornare a casa con un faticoso viaggio durante il quale incontra Babbo Natale che la accoglie nella sua gerla vuota e si offre di riaccompagnarla a casa, dove c’è Albertino che viene svegliato dal suo arrivo. Insieme al cane Flik, la Lucciola e la nonna il bambino decide di andare a trovare lui stesso il papà, così iniziano un viaggio nel quali incontrano molti che li aiutano a giungere al campo di concentramento. Così dopo un percorso in locomotiva seguono le indicazioni di una gallina che li porta ad un campo di atterraggio per Angeli, uno dei quali accetta di condurli a destinazione, quando la luce della Luna li fa individuare dalla Flak che con un colpo di pistola colpisce l’Angelo facendoli precipitare in un bosco. Qui un gufo spiega loro che la Terra è divisa in due paesi: uno è pacifico, sereno, il paese della Pace; l’altro invece è il suo opposto, caratterizzato dalla tristezza e dalla schiavitù, il paese della Guerra. Il bosco in cui si trovavano costituisce l’incrocio delle strade che portano da est a ovest e da nord, dove risiede il paese della Guerra, a sud, dove dimora invece la pace. Proseguendo il loro percorso verso nord i viaggiatori incontrano abitanti di ciascuno dei due paesi opposti, quando vedono sulla strada per il sud il papà di Albertino, scappato dal lager per tornare a casa. Decidono di preparare il panettone con la razione di pane avanzata dal fuggitivo così, dopo che la Befana ha preparato loro uno spiazzo d’erba asciutto, viene acceso un fuoco con la legna di una quercia generosa e l’impasto viene cotto sulla gavetta del papà mista a pietanze raccolte dagli animali buoni del bosco; il panettone è pronto e viene gustato mentre la Canzone fa sentire le sue note nel vento e mentre il papà legge la lettera di Natale che gli ha scritto il suo bambino. Intanto da Oriente si vedono avanzare Giuseppe e Maria sopra un somarello accompagnati da due Angeli e i Re Magi, mentre dalla strada opposta arrivano un carro armato scortato da una schiera di guerrieri inneggianti e dai Re Nanetti che portano sulle spalle ciascuno una posata diversa, per permettere al loro Re si fare a pezzi e mangiarsi il mondo. A mezzanotte nasce Gesù e poi viene l’ora anche per il papà di tornare nel lager e per Albertino e i suoi amici di tornare a casa dopo averlo calorosamente salutato.