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giovedì 22 gennaio 2015

CAVALLEGGERO CHE BATTE IN RITIRATA - Theodore Gericault

Cavalleggiero che batte in ritirata (1813):



-    Cavallo: l'occhio del cavallo è terrorizzato, comunica più paura ancora del volto del cavaliere, che guarda dietro di sé, temendo un agguato. Gericault ama i cavalli, per lui l’animale è simbolo ed espressione di energia, irrazionalità e velocità, ma è anche estremamente partecipe della scena. Lo stesso pittore corre sui cavalli per passione, conducendo così una vita completamente sregolata.
-    Disegno e luce: I contorni sono definiti (il cavaliere è più definito del cavallo, che di definito ha solo il muso) e lavora sul contrasto di luci e ombre, di toni scuri e di toni chiari, disposti lungo la diagonale: all'angolo destro in alto massima ombra e in alto a sinistra massima luce. Su questa stessa diagonale sono distese le gambe del cavallo e del cavaliere. Con questa disposizione le figure sono direttamente offerte alla vista dello spettatore. Nell’angolo in alt a destra c’è un indistinto ammasso di colore. È tipicamente romantico lo sfondo paesaggistico non definito nei suoi contorni.

-    Commento: Gericault ha partecipato alle guerre napoleoniche (vede nella giuventù napoleonica la possibilità di compiere il suo impeto d’azione, la sua visione eroica della vita militare). Ma poi ha scoperto che la guerra non è come se l'aspettava: porta all'abbruttimento dell’uomo, porta alla perdita del dominio di sé. Questo è un militare che ha paura: a terra, si guarda alle spalle, batte in ritirata , con la spada bassa, non incarna più il valore militare. Nella pittura ricerca ciò che rende vivo l’uomo, ciò che lo rende davvero se stesso, poi vedremo come ricerca l’umanità nelle situazioni più estreme.

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